Da noi la stagione un finisce mica con l’ultima gara.
Finisce a tavola, come le cose importanti.
Tutti gli anni la squadra Mushroom si ritrova per la cena finale, e lì succede il meglio: la premiazione goliardica, quella vera, quella che conta più delle classifiche.
È lì che nasce e si rinnova il mitico Chicken Challenge, una roba che ormai si tramanda di anno in anno come le storie brutte raccontate al bar.

Il pollo dell’anno viene incoronato davanti a tutti, tra risate, fischi e applausi finti. Non si vince per meriti sportivi, ma per scelte discutibili, sparizioni improvvise, cadute memorabili e gran facce di bronzo. E attenzione: un è mai lo stesso, perché qui prima o poi tocca a tutti.
Ma il pollo un è solo.
C’è il Ghost, per quello che “sì sì vengo” e poi un si vede mai.
C’è il Freno a Mano, che quando c’è da lascià andare i freni… un li molla.
Il Pasticca, che dà il meglio (o il peggio) nei momenti sbagliati.
Il Bluff, per chi ha parlato tanto e pedalato poco.
E poi ogni anno esce fuori qualche premio nuovo, perché le figure di merda non mancano mai.
È tutto uno scherzo, ma mica tanto.
Perché prendersi per il culo così vuol dire stare bene insieme. Vuol dire squadra vera.
Qui un c’è nessuno che si monta la testa, e se lo fa… tranquillo, l’anno dopo c’è un premio pronto.
Alla fine si ride, si beve, si mangia e si capisce una cosa sola:
le coppe si dimenticano,
ma il Chicken Challenge no.
E l’anno dopo… si ricomincia, sperando di non toccare a te. 🐔🍄
